top of page

ERBARIO

DELLE COSTELLAZIONI SOMMERSE

poseidonia fogli muro.JPG
poseidonia fogli muro.JPG
poseidonia fogli muro.JPG
poseidonia fogli muro.JPG
IMG_1036.jpg

Nel fondo del mare c’è una prateria, un fondo erboso sommerso e in movimento ondivago in cui cavallucci marini ermafroditi mettono al mondo le loro fuorescenze insonore e luminose senza distinzione di genere.

Le onde del mare reimpastano questo prato e lo lasciano emergere sulla spiaggia sotto forma di indizi sferici come venissero da un altro pianeta,  piccole stelle, piccoli emisferi planetari di erbari, a volte agglomerati in costellazioni, nebulose. Anche dal buio emergono stelle, lo sapeva bene Galileo, fisso al suo balcone di notte a contarle emergere da un fondo imperscrutabile da cui capire se si è il centro della presenza o della distanza in un sistema terreste o solare.  Ed è cosi che Tiziana Cera Rosco, riprendendo il Sidereus Nuncius di Galileo, la poeticità dei disegni delle stelle e della luna, la perfetta lontananza del mondo dell’osservazione, raccoglie oltre 5000 reperti di erbario delle stelle sommerse,, con cui costruisce le sue personali costellazioni, come fossero  punti luminosi, di quale materia non è più chiaro, un remoto, la parte stellare di noi che si misura con una distanza non misurabile: la memoria del mondo. 

E in questo caso dell’universo

Dal fondo del mare al fondo del cielo il nostro destino è un’enigma.

galileo 0.PNG
galileo.JPG
galileo luna.JPG
poseidonia palla.JPG
poseidona palla rete perfetta.jpg
poseidonia spiaggia 0.JPG
IMG_0236 5.jpg
bottom of page