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TEMPARIO DELLA NOSTALGIA

Il Tempario della nostalgia (che da il nome poi ad una serie di lavori legati al tempo biologico femminile) è un libro concepito come una forma di calendario rudimentale, naturale con lo scopo di creare un ritmo, di tenere traccia di un tempo interno che si accorda a quello biologico. Non è solo uno scadenzario dei giorni, ma un ritmario del tempo interno, un ritmario appunto artigianale e personale.

Se i lavori precedenti, tanto carnali quanto questo,  che affrontavano lo stesso argomento della temporalità e degli affioramenti e dei ritorni ( vedi questo e quello ecc clicca qui) avevano un carattere più legato alla materialità del mito di Persefone e alla sua ciclicità di emersione e riassorbimento, questo libro, a iniziare dall’immagine dominante, ossia una mano dal cui palmo un petalo di rosa sanguina come fosse una Stigmata, ci porta in un’altra dimensione: nonostante il tema della carnalità dell’organico sia presente che mai, visto che le tinte del melograno cedono il posto a qualcosa di più rievocativo del ciclo mestruale, la dimensione di appartenenza dell’immaginario dell’artista riconvoca quello da cui lei sempre è mossa, un cultura cristologica che possiamo rintracciare in molti dei suoi lavori, dalle performance fino alle installazioni.

Tiziana Cera Rosco staccandosi dal mito, ritorna con questo passaggio che spinge nel desiderio del corpo, al sangue e dal sangue di novo al rapporto con il corpo eccellente, quello di Cristo.

La vulva rappresentata infatti ci conduce a tutt’altro scenario, quello della Vulva Christi a cui Tiziana Cera Rosco dedica grande parte del suo lavoro (clicca qui)

Il tempario della nostalgia che nasce come un tempo sentimentale del desiderio, si trasforma così nella dedizione alla ferita fondamentale: quella del costato che, verticalizzata, richiama la mandorla mistica, di cui tutto il tema della Vulva Christi incarna.

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